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Pollino in fiamme: l’emergenza che la Calabria continua a subire

Pollino in fiammeLe immagini che in questi giorni arrivano dal Pollino, tra Petraro e Serra Dolcedorme, raccontano ancora una volta una Calabria ferita. Non bruciano soltanto alberi e boschi: vanno in fumo biodiversità, paesaggi unici e un patrimonio naturale che rappresenta una parte essenziale dell’identità della regione.

Non si tratta di un episodio isolato. Nei primi sei mesi del 2026 la Calabria ha già registrato 156 incendi boschivi, con oltre 1.500 ettari distrutti, di cui più di 800 ricadenti in aree di elevato pregio naturalistico. Un’emergenza che si presenta sempre più precocemente e che conferma quanto il fenomeno sia ormai strutturale.

Gli incendi boschivi producono conseguenze che vanno ben oltre il danno ambientale: compromettono gli ecosistemi, aumentano il rischio di dissesto idrogeologico, colpiscono il turismo e le economie locali e mettono a rischio la sicurezza delle comunità e degli operatori impegnati nello spegnimento dei roghi.

Di fronte a questo scenario non si può continuare a rincorrere l’emergenza. L’incuria del territorio, la scarsa manutenzione dei boschi, l’abbandono delle aree interne e una prevenzione spesso insufficiente rendono ogni estate un appuntamento prevedibile con la devastazione. A questo si aggiunge una politica che troppo spesso interviene quando le fiamme sono già divampate, mentre la tutela del patrimonio forestale dovrebbe rappresentare una priorità costante dell’azione pubblica.

La difesa dei boschi si costruisce prima dell’emergenza, con una programmazione efficace, una corretta gestione del territorio, manutenzione, sorveglianza, attività di prevenzione e contrasto agli incendi dolosi, insieme a un serio investimento nell’educazione ambientale e nella presenza delle istituzioni.

Proteggere il Pollino e il patrimonio forestale calabrese significa difendere la biodiversità, la sicurezza del territorio, l’economia delle aree interne e il futuro della Calabria. Continuare a intervenire solo quando il fuoco è già divampato significa, invece, accettare che ogni estate si ripeta una tragedia annunciata.

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