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Nasce ‘Terrae Magna Grecia’: 40 comuni uniti per valorizzare cultura, territorio e economia della Sibaritide e del Pollino

Terrae Magna GreciaA Corigliano Rossano, nei giorni scorsi è nata la rete territoriale “Terrae Magna Grecia”, frutto della collaborazione di 40 comuni dell’area della Sibaritide e del Pollino, con l’obiettivo di coordinare strategie e interventi per lo sviluppo del territorio. La rete, formalizzata con uno statuto comune e una struttura organizzativa condivisa, punta a valorizzare le risorse culturali, ambientali e paesaggistiche, rafforzando l’identità locale e creando nuove opportunità economiche. Con la fase operativa ormai avviata, i prossimi passi riguarderanno l’attuazione di progetti e iniziative mirate a rendere più efficace la promozione e la gestione dei servizi sul territorio.

L’area della Sibaritide e del Pollino viene così inserita in un modello di sviluppo coordinato, con l’intento di rafforzare l’identità territoriale e migliorare l’offerta complessiva. La collaborazione tra enti locali rappresenta uno degli elementi centrali per rendere più efficace la promozione e la gestione dei servizi. Con la definizione degli organi e della governance, la rete entra nella fase operativa. I prossimi passaggi riguarderanno l’attuazione delle linee programmatiche già individuate, con interventi mirati sul territorio.

I Comuni, uniti dalla necessità di superare i confini municipali per garantire la propria sopravvivenza e crescita, hanno sancito l’avvio operativo del progetto “Terrae Magna Grecia”, pensato per valorizzare e mettere a sistema le risorse culturali, storiche, paesaggistiche ed economiche di un territorio che comprende circa 200.000 abitanti.

Particolare attenzione è stata riservata alle comunità Arbëreshë, custodi di tradizioni, lingua e cultura uniche, che rappresentano una componente fondamentale dell’identità del territorio. Il progetto intende promuovere e tutelare la loro eredità culturale, riconoscendo il ruolo vitale che queste comunità giocano nella memoria storica, nella vita sociale e nello sviluppo economico della regione.

La scelta del nome al plurale, “Terrae”, vuole sottolineare la pluralità e l’autonomia di ciascun Comune all’interno di un percorso comune di collaborazione strategica, in cui le diverse identità culturali, e in particolare quella Arbëreshë, trovano pieno riconoscimento e valorizzazione.

All’unanimità, l’assemblea ha eletto Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano, primo presidente della rete, affiancato da un consiglio direttivo rappresentativo delle diverse aree geografiche: Alto Ionio, Basso Ionio, Valle dell’Esaro, Sila Greca, Arberia, Cassano Jonio e Corigliano-Rossano.

Il dibattito istituzionale ha sottolineato che la rete non è solo un marchio turistico, ma una necessità vitale di cooperazione tra Comuni, finalizzata a rafforzare la voce del territorio presso Regione, Provincia e istituzioni nazionali, e a pianificare in modo coordinato trasporti, infrastrutture e strategie economiche. Gli amministratori hanno ribadito la volontà di abbandonare logiche di appartenenza politica, mettendo al centro l’interesse comune e creando momenti e percorsi condivisi di progettazione turistica, culturale ed economica.

La rete rimane aperta all’adesione di ulteriori Comuni, perché ogni nuovo membro rafforza la capacità del territorio di crescere insieme. L’obiettivo è chiaro: trasformare la collaborazione in azioni concrete e benefici tangibili per i cittadini, creando nuove opportunità economiche, culturali e turistiche, aumentando l’attrattività del territorio e rafforzando la coesione sociale. La rete non è solo un progetto istituzionale, ma una vera e propria strategia di sviluppo condiviso, dove ogni Comune porta il proprio contributo e riceve in cambio crescita, visibilità e futuro sostenibile.

Molti degli intervenuti hanno definito la nascita della rete un “miracolo di cooperazione”, indispensabile per contrastare lo spopolamento e dare forza alle comunità più piccole. Non tutti i Comuni hanno scelto di partecipare fin da subito: paesi come Firmo non erano presenti, e questo, secondo me, rappresenta una grande occasione persa di crescita condivisa. La porta della rete rimane comunque aperta a chi vorrà unirsi in futuro, con la possibilità di beneficiare delle opportunità che la collaborazione strategica può offrire.

“Terrae Magna Grecia” non vuole essere solo una rete turistica: ma la dimostrazione che insieme si può crescere, resistere e costruire un nuovo futuro.

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