Saluto a padre Mario Aluise

di Pietro Varcasia

Oggi nella chiesa a Piano dello Schiavo solenne cerimonia per la festa di San Giovanni Crisostomo alla presenza dell’Eparca della diocesi Sua Ecc.DONATO OLIVERIO e del Sig. Sindaco di Firmo Dott. GENNARO RUSSO.

Si è colta l’occasione per festeggiare il Venticinquesimo di Sacerdozio di Zoti MARIO ALUISE che è venuto a coincidere con il suo trasferimento nella parrocchia di San Basile. A nome dei cittadini di Piano dello Schiavo ho rivolto al Parroco questo saluto:

“Cari amici ci troviamo oggi qui riuniti perchè Zoti Mario ci lascia. Lascia la nostra parrocchia e si trasferisce a San Basile per disposizione di Sua Ecc. Donato Oliverio Eparca della nostra Diocesi che rispettosamente salutiamo. Dopo aver retto questa parrocchia per diciannove anni, oggi, festa di San Giovanni Crisostomo, patrono della parrocchia, cogliamo l’occasione per porgere a Zoti Mario il nostro saluto e augurargli buon lavoro nella nuova sede. L’augurio che gli rivolgiamo è che la sua opera a San Basile produca tanti frutti nell’animo dei suoi parrocchiani quanti sono quelli che il suo cuore ardentemente desidera. A volte infatti abbiamo avvertito in lui durante questi anni un leggero velo di insoddisfazione e di amarezza perchè i chicchi di grano che lui andava seminando, qui a Piano dello Schiavo, non davano il frutto sperato ma, come dice la parabola evangelica, cadevano in un terreno arido, poco fertile. Le tantissime iniziative da lui prese in questi anni non trovavano sempre, nella gran parte di noi parrocchiani, l’ascolto che esse avrebbero meritato e spesso si spegnevano già sul nascere. Come succede in tutte le imprese umane questo atteggiamento non fa piacere a nessuno ed è naturale che subentri in chi deve portare avanti l’opera un sentimento di sconforto. Un sentimento di inutilità ha infatti talora albergato nel cuore di padre Mario. Caro zot che la tua esperienza qui da noi non sia stata sempre esaltante e gratificante per te è vero ma ciò è avvenuto non per colpa tua, per tua negligenza, o perchè non sia risuonata chiara e forte in questa chiesa la tua voce. Sono state le nostre orecchie che non hanno dato ascolto al tuo messaggio evidentemente perchè pure noi, purtroppo, siamo figli di questo tempo secolarizzato che rende gli uomini sordi al messaggio del Vangelo. Non devi perciò rimproverarti di nulla perchè sei stato in questi anni un punto di riferimento non solo spirituale ma anche umano. Sei stato il sacerdote e l’amico di tutti impegnato per risvegliare la nostra coscienza e la nostra fede, per riavvicinarci alla pratica religiosa, per educare i nostri ragazzi ai principi cristiani. Ora dopo diciannove anni siamo arrivati all’epilogo Zoti Mario. Dopo diciannove anni ci lasciamo e rimaniamo senza un parroco a tempo pieno. Questa cosa non fa piacere a nessuno, fedeli o laici, perché si perde nella nostra vita quotidiana un importante punto di riferimento non solo religioso ma anche umano e civile. La parrocchia infatti è un fattore che crea coesione, condivisione, che contribuisce a trasformare un gruppo di persone di una anonima periferia urbana in una comunità riconoscibile, coesa, solidale con tradizioni usi e costumi propri. Ci rendiamo conto di tutto ciò. Ci rendiamo conto della perdita a cui andiamo incontro ed ai rischi che corriamo anche perchè il trasferimento di Zoti Mario cade in un momento terribile per il nostro paese che da piccolo e tranquillo centro è diventato in questi anni recenti protagonista della cronaca criminale per le vicende a tutti noi note. Con il trasferimento di Padre Mario si chiude così la storia dell’unica parrocchia bizantina presente nella nostra Eparchia e qualche amico con un pizzico di cattiveria sentenzia: avevate questa grande risorsa e non avete saputo tenervela ed ora arrangiatevi. In effetti il trasferimento di Zoti Mario è un duro colpo per tutti noi anche per i tanti non praticanti come me che non definirei atei ma ‘dubbiosi’ nei problemi di fede. Padre Mario ho già detto è stato oltre che sacerdote, amico di tutti. Amico per la semplice ragione che ha saputo essere amico. Mancherà a tutti, o a molti non so, certamente a me si. Caro Zoti Mario mi mancherà la tua cordialità, il tuo ottimismo, la tua serenità e sarà cosa triste vedere la porta e le finestre della canonica chiuse, spente le luci della tua casa e della tua chiesa che hai cercato in questi anni di rendere sempre più bella e più accogliente. Forse diverranno mute le campane che scandivano le ore della nostra vita con il suono delle quali speravi di formare il ‘popolo’ di Piano dello Schiavo. Ci lasci e solo oggi sentiamo quanto ci mancherai e quanto ti stimiamo. E permettetemi ora di salutare e dare un affettuoso abbraccio anche a Rina indimenticabile amica e sposa di Zoti Mario, perfetta in ogni sua cosa. Un abbraccio anche a Sara, Miriam, Lorenza che abbiamo visto crescere e a nonna Rachele. Auguri per il vostro futuro. Ci mancherete.”

Piano dello Schiavo, 13 Novembre 2016.

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