In attesa del 2 Novembre – La cremazione

di Pietro Varcasia

Giorni fa sentivo alla TV che la Chiesa finalmente è favorevole a questa pratica purché le ceneri poi non siano disperse ma vengano conservate in chiesa o nei Camposanti per non mettere in difficoltà il Padreterno al momento in cui risveglierà le nostre anime ed i nostri corpi per essere da Lui giudicati.

Voi capite che se si disperdono le nostre ceneri nell’aria, al mare o addirittura se immischiate con le ceneri di altri al momento del risveglio diventa una impresa quasi impossibile poi ricomporre i nostri corpi.

Vai a ripescare le tue ceneri disperse un po’ qui, un po’ là o quelle immischiate. Si corre il rischio allora di risvegliarci con gambe, arti, cuore appartenenti ad altri. Insomma tutti mutoli e irriconoscibili. Per evitare questo terribile risveglio, che già così sarebbe peggio di qualsiasi condanna all’inferno, e per facilitare il compito del Padreterno e dei suoi aiutanti è bene confezionare ben bene, secondo la Chiesa, le ceneri e conservarle in un luogo sacro in attesa del risveglio universale.

A me invece, dopo esser stato cotto a puntino, piacerebbe essere cremato e le ceneri disperse alla prima brezza primaverile nonostante i rischi paventati sopra perchè la cremazione mi fa venire subito in mente la crema Chantilly, le tante altre squisite creme preparate dai pasticceri, la Nutella spalmata su una bella fetta di pane.

Ma poi vuoi mettere la bellezza di un’urna di porcellana Richard Ginori come quelle che si vedono nelle vecchie farmacie con su scritto in caratteri gotici “nonno Pietro”, ” nonna Vincenzina” con i loculi cimiteriali? O la comodità di avere il nonno in casa sigillato e confezionato a dovere e già pronto per il Grande Risveglio salvato dall’ignominia della decomposizione?

Abbiamo noi uomini il maledetto vizio di ambire all’eternità dopo morti e per questo conserviamo le nostre miserabili ed inservibili spoglie in costosisimi sarcofagi di legno ed in mausolei grandiosi come cattedrali. No! Decisamente voglio essere cremato e magari impiegato per concimare una rosa del mio giardino o un ulivo o una vite della mia vigna perchè nel profumo della rosa, dell’olio, del vino si senta un po’ il profumo della mia anima.

Facebooktwittergoogle_plusmail